Retired

OUT OF PLAY è un progetto fotografico che interroga la soglia: quel punto instabile in cui l’individuo smette di partecipare alle regole condivise e resta, consapevolmente o meno, ai margini del campo.

Le immagini non raccontano l’evento, ma il suo residuo; non l’azione, bensì la sospensione che la precede o la segue. È un atlante dell’esclusione quotidiana, dove corpi, spazi e oggetti appaiono disallineati rispetto alla funzione per cui erano stati pensati.


La fotografia diventa qui esercizio filosofico: sottrae invece di aggiungere, tace invece di spiegare. L’assenza di un centro narrativo costringe lo sguardo a rallentare, a interrogarsi su ciò che non accade più o che non è mai accaduto. OUT OF PLAY non è una denuncia esplicita, ma un dispositivo critico: mette in crisi l’idea di successo, di appartenenza, di utilità.


In questo lavoro, l’essere “fuori” non coincide con una sconfitta definitiva, ma con una possibilità altra: quella di osservare il gioco da una distanza necessaria, dove il senso non è imposto, ma emerge fragile, ambiguo, radicalmente umano.